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Allgorhythm Studios: la passione diventa videogioco

Abbiamo parlato con i ragazzi di Allgorhythm e provato il loro videogioco in VR OverLife. Cosa c’è di strano? Hanno tutti diciannove anni e hanno trasformato un sogno in realtà (virtuale). Questa è la loro incredibile storia.

 

LA LORO STORIA

Si tratta di un gruppo di quattro ragazzi che condividono e coltivano la loro passione per i videogames. È proprio da questo forte interesse che nasce la motivazione necessaria a studiare, inizialmente da autodidatta, al fine di sviluppare un videogioco in realtà virtuale totalmente personale.

Come ci racconta Federico, la voglia di creare qualcosa di nuovo nasce perché “arrivi ad un certo punto in cui giocare non basta più” ed è per questo che da semplici utilizzatori di videogiochi hanno voluto diventarne veri e propri ideatori.

Noi abbiamo conosciuto direttamente tre di loro e vorremmo presentarveli:

Federico Boccardo: programmatore

Marco Murgia: responsabile della produzione 3D

Alessio Cusano: programmatore

Tutti e tre hanno frequentato l’istituto tecnico industriale Pininfarina di Torino ma, mentre Federico e Marco si conoscevano già da molto tempo, Alessio si è aggiunto al gruppo solo successivamente.

Tutto è nato grazie ad uno stage estivo durante il quale hanno avuto modo di conoscersi e dare così avvio allo sviluppo, durato otto mesi, del loro videogioco in realtà virtuale. L’idea iniziale era quella di proporre questo lavoro come progetto all’esame di maturità ma, visto l’entusiasmo con cui è stato accolto, hanno deciso di continuarne lo sviluppo presentandolo a diversi eventi in tema di innovazione e tecnologia.

 

OVERLIFE

Di videogiochi, loro, sono sempre stati appassionati. Ci raccontano che amano mettersi a provare tutto quello che reputano interessante. Uno dei tre, Federico, è conosciuto per aver giocato almeno una volta a qualsiasi videogioco esistente sulla faccia della Terra. Un vero e proprio stile di vita. Dal gioco alla realizzazione di un videogioco il passo è enorme e non è affatto semplice. Ci spiegano che per prima cosa è fondamentale lavorare con persone che condividano la tua stessa passione, ma bisogna mettersi nell’ottica di fare molti sacrifici: notti insonni, ore e ore di lavoro ogni giorno per arrivare al traguardo finale. Questo traguardo si chiama OverLife e noi lo abbiamo provato.

Ci siamo seduti davanti al monitor e abbiamo indossato il visore. Inizia l’avventura. Si tratta di un gioco a tempo basato sulla risoluzione di enigmi per poter accedere ai livelli successivi. L’interazione con l’ambiente del videogioco è possibile grazie ai sensori del visore ed al tracker di profondità montato sullo schermo. Possiamo girare la testa e muoverci avanti e indietro per le stanze con il controller. Ci avviciniamo agli oggetti e seguiamo le descrizioni fornite per interagire con essi e risolvere l’enigma. L’esperienza è basata sulla gravità: si passa da stanze “normali” a stanze capovolte. Ad esempio, la prima stanza appare buia e l’obiettivo del livello è accendere la luce per capire come uscire. Proseguendo ci troviamo a passare velocemente attraverso una porta che si apre e si chiude per accedere alla stanza successiva. Prima che scadesse il tempo ci siamo imbattuti in una stanza sottosopra e con delle ventole pronte a risucchiarci nel loro vortice. Siamo riusciti a giungere alla giusta prospettiva, ma ciò non è bastato ad evitarci la scritta “Game Over”. Insomma, una vera e propria esperienza a 360° in VR. Di livello in livello le ambientazioni cambiano ed aumenta il grado di difficoltà. Il gioco mette alla prova le nostre abilità e non permette di annoiarsi. Avvincente.

 

PROGETTI PER IL FUTURO

Grazie alla partecipazione a diversi eventi, sono riusciti ad entrare, giovanissimi, all’interno del network dello sviluppo di videogiochi, ma non solo. Infatti, la loro attenzione si sta spostando anche su ulteriori applicazioni che questa tecnologia potrebbe avere, ricevendo in merito diverse proposte da parte di aziende il cui main business non ha nulla a che vedere con i videogames.

Un’altra strategia sulla quale stanno concentrando sempre di più la loro attenzione è quella riguardante la realizzazione di una multipiattaforma. L’obiettivo è quello di differenziare il loro prodotto, rendendolo disponibile anche in altre versioni come, ad esempio, un’applicazione mobile.

Per Marco e Federico il prossimo progetto avrà inizio a novembre, quando entrambi frequenteranno un master in arti grafiche, più in particolare in produzione grafica ed in game design rispettivamente.

Allgorhythm Studios è un progetto fresco, giovane ed in continua crescita. Speriamo di rincontrare ancora questi ragazzi, certi che la loro passione li condurrà esattamente nella realtà in cui vogliono arrivare.

 

 

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