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Xiaomi Mi Band: il braccialetto low-cost che ti dice se sei in forma

Abbiamo provato lo Xiaomi Mi Band, il braccialetto low-cost in grado di monitorare spostamenti e qualità del sonno. Il dispositivo non è dei più recenti sul mercato, ma è sicuramente un wearable economico, adatto a chi vuole essere al passo con i tempi senza spendere una fortuna.

COME FUNZIONA

Facile, semplice ed economico. Sono questi gli aggettivi che meglio riassumono le qualità del dispositivo innovativo che stiamo esaminando. Il braccialetto è composto da tre parti: un laccio, un case ed un cavo USB da collegare al case per la ricarica della batteria. Per cominciare occorre scaricare l’app ufficiale ed impostare i propri dati (sesso, peso, altezza) per fornire al bracciale i parametri su cui lavorare. Il braccialetto invia i dati al cellulare tramite bluetooth e dall’applicazione è possibile verificare se si raggiungono gli obiettivi prefissi, quanto si cammina, quante calorie si bruciano. Insomma, bastano pochi grammi al polso (è davvero leggero!) per monitorare quotidianamente la nostra attività fisica e confrontarla con le statistiche del passato. Il braccialetto è privo di monitor e comunica con l’utente attraverso la vibrazione, ma non preoccupatevi di essere assillati dalle notifiche del vostro wearable: potete personalizzare il tipo di avvisi da ricevere. Io, ad esempio, ho consentito al bracciale di vibrare solo quando ricevo una chiamata e al raggiungimento dell’obiettivo di passi compiuti nella giornata. Non è per nulla invasivo. Inoltre, se siete studenti fuori sede e a fine sessione tornate a casa in auto o in treno, il vostro bracciale non falserà le statistiche segnando centinaia di chilometri in poche ore. Un’ulteriore importante funzione è il monitoraggio del sonno. Infatti, lo Xiaomi band è in grado di definire la qualità del sonno permettendo all’utente di capire se ha dormito sonni tranquilli.

L’AZIENDA

Fondata nel 2010 dall’imprenditore cinese Lei Jun, la Xiaomi si è subito fatta conoscere per il suo modello di smartphone a basso costo: lo Xiaomi Mi1. Ma come fa la creazione di Lei Jun a proporre prodotti di qualità a prezzi inferiori rispetto alla concorrenza? I fattori in gioco sono sicuramente molti e possiamo avanzare soltanto alcune ipotesi, ma è utile soffermarsi sull’anno di fondazione dell’impresa, il 2010. La Xiaomi è nata recentemente e non vanta un passato glorioso di innovazione come molti dei suoi competitors e, per entrare ed affermarsi nel mercato della tecnologia, è verosimile che l’azienda abbia adottato alcuni stratagemmi. Come posso attirare clienti in un business in cui sono presenti importanti realtà e offrire qualità a prezzi bassi per attirare i clienti? Abbassando i prezzi di vendita dei miei prodotti. Detto in altre parole, se io e il mio rivale abbiamo gli stessi costi ma voglio che i clienti vengano da me e non da lui, mi accontento di guadagnare un po’ meno offrendo prezzi più bassi. Questo non significa che la Xiaomi sia in costante perdita, ma vuol dire, circoscrivendo il discorso all’ipotesi considerata, che per il momento la società si sta accontentando di guadagnare meno denaro per raggiungere più clienti. L’approccio sopra descritto è tipico delle realtà che puntano ad imporsi sul mercato: a noi amanti della tecnologia non resta che approfittarne.

 

 

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